Campania IGT è un’indicazione geografica regionale che riunisce, in un quadro stilistico ampio, la straordinaria varietà ambientale della Campania. Il suo territorio comprende le coste e le isole del Tirreno, le zone vulcaniche, le colline e i rilievi dell’Appennino interno. Brezze marine, intensa luminosità, altitudini differenti, marcate escursioni termiche e una complessa matrice geologica definiscono i vigneti. Ceneri vulcaniche, tufo, lapilli e sabbie convivono con calcari, argille, marne e suoli pietrosi di pendio. Tale pluralità può tradursi in vini di spiccata freschezza, impronta minerale, profumi mediterranei oppure maggiore profondità strutturale.
La denominazione consente di valorizzare i vitigni tradizionali regionali insieme ad altre varietà idonee alla coltivazione in Campania. Tra le uve a bacca bianca, Fiano, Greco, Falanghina, Coda di Volpe, Caprettone e Biancolella costituiscono riferimenti importanti, capaci di esprimere note agrumate, floreali, erbacee e di frutto giallo sostenute da vivace acidità. Aglianico, Piedirosso e Sciascinoso sono invece fondamentali per i vini rossi e rosati. L’Aglianico apporta colore, trama tannica e attitudine all’evoluzione, mentre il Piedirosso offre spesso fragranza di frutto rosso, sfumature speziate e una tessitura più distesa. Vini varietali e assemblaggi consentono letture puntuali dei diversi ambienti.
In vigneto sono centrali l’adattamento al caldo estivo, la scelta di esposizioni ventilate e un’attenta gestione della chioma. Alle forme di allevamento tradizionali ad alberello si affiancano impianti a spalliera; sui versanti ripidi e nelle parcelle frammentate resta rilevante il lavoro manuale. La vendemmia è selettiva e può essere scalata secondo vitigno, andamento stagionale e stile ricercato.
In cantina le pratiche spaziano dalla fermentazione in acciaio a temperatura controllata, utile a preservare fragranza e tensione dei bianchi, alle macerazioni sulle bucce per interpretazioni più materiche. I rossi possono affrontare estrazioni brevi o prolungate e affinamenti in recipienti inerti, legno oppure nella combinazione dei due. Sono ammessi anche rosati, spumanti e tipologie dolci. Riconosciuta negli anni Novanta, Campania IGT offre così un ambito nel quale vitigni storici e vinificazioni contemporanee legate al territorio possono convivere.