La Casavecchia di Pontelatone DOC è una denominazione di vini rossi delle colline interne della provincia di Caserta, imperniata sul territorio di Pontelatone e dei comuni limitrofi. I vigneti si inseriscono in un paesaggio modellato dalle propaggini del Matese, dove altitudini, pendenze ed esposizioni favoriscono una maturazione graduale. I suoli, variabili da zona a zona, presentano spesso componenti argillose e calcaree, con sabbie, pietre e materiali di disfacimento roccioso; coniugano capacità di trattenere l’acqua e buon drenaggio. Il clima è mediterraneo, ma risente dell’influenza continentale dell’entroterra: alle estati calde si associano escursioni termiche e notti più fresche nel periodo finale di maturazione, condizioni utili a preservare freschezza e precisione aromatica.
Il Casavecchia è il vitigno identitario della denominazione e deve costituire la parte essenziale dell’uvaggio; può essere affiancato in misura limitata da altre varietà a bacca rossa autorizzate. Presenta grappoli compatti, acini intensamente colorati e bucce consistenti. Richiede attenzione nella gestione della chioma, nell’arieggiamento della fascia produttiva e nella scelta del momento di raccolta, orientata al raggiungimento di una piena maturità fenolica. La varietà, fortemente legata a questo areale, è stata a lungo conservata in vecchi vigneti rurali di piccola dimensione.
Il nome è tradizionalmente collegato al racconto del ritrovamento della vite presso una vecchia casa di campagna. Nel corso della seconda metà del Novecento il vitigno ha conosciuto una rinnovata valorizzazione, parallelamente al recupero delle varietà autoctone campane. La DOC tutela tale patrimonio e ne interpreta il potenziale in vini di colore intenso, struttura solida e attitudine all’evoluzione.
La vinificazione avviene in rosso, con fermentazione a contatto con le bucce. Durata e temperatura della macerazione sono modulate secondo annata e maturità dei tannini; rimontaggi o follature delicate consentono un’estrazione controllata di colore e sostanze fenoliche. Dopo la fermentazione malolattica, l’affinamento può svolgersi in acciaio, in legno oppure combinando i due materiali. Il legno, quando impiegato, contribuisce ad ammorbidire la trama tannica e ad ampliare le note speziate e balsamiche senza coprire l’impronta varietale. Il profilo tende a unire frutto scuro, richiami floreali e speziati, sfumature terragne e una trama tannica persistente.