La Costa d’Amalfi DOC comprende vigneti distesi lungo il litorale frastagliato e nelle ripide vallate interne della penisola amalfitana, in Campania. Il paesaggio è definito da versanti calcarei e dolomitici, terrazze sostenute da muri a secco e da un clima marcatamente marittimo. Il Tirreno mitiga le temperature, mentre altitudine, esposizione e correnti locali assicurano luminosità, ventilazione e significative escursioni termiche. Nelle zone più elevate e interne, soprattutto attorno a Tramonti, il quadro climatico risulta più fresco e i suoli possono mostrare una più evidente componente di origine vulcanica accanto alle diffuse matrici rocciose minerali.
La denominazione prevede vini bianchi, rossi e rosati, oltre alle menzioni geografiche delimitate Furore, Ravello e Tramonti. I bianchi si fondano soprattutto su Falanghina e Biancolella, con la Pepella particolarmente importante negli assemblaggi tradizionali di Tramonti. È un vitigno locale raro, caratterizzato da piccoli acini che richiamano nella forma il grano di pepe. Secondo la provenienza e le scelte di cantina, i bianchi esprimono agrumi, fiori bianchi, erbe mediterranee, slancio sapido e tensione minerale. I rossi nascono principalmente da Piedirosso e Sciascinoso, con l’eventuale concorso di Aglianico e di altre varietà locali autorizzate. Uniscono spesso frutto a bacca rossa, sfumature floreali e speziate a una freschezza legata alle esposizioni e alle quote.
La viticoltura è frequentemente eroica: le viti occupano terrazze strette, pendii scoscesi e appezzamenti difficili da raggiungere, richiedendo una cura largamente manuale. A Tramonti alcuni vecchi vigneti conservano la tradizionale pergola alta, la cui ampia copertura fogliare protegge i grappoli dal sole intenso e favorisce la circolazione dell’aria. La vendemmia avviene per parcelle, seguendo la maturazione delle uve. I bianchi sono in genere sottoposti a pressatura soffice e fermentazione a temperatura controllata in acciaio, per preservarne precisione aromatica e vitalità; alcuni produttori ricorrono al legno o a prolungati affinamenti sulle fecce fini. I rossi fermentano sulle bucce con estrazioni misurate e affinano, secondo lo stile, in recipienti inerti, acciaio o legno. Istituita nel 1995, la DOC tutela un mosaico storico di varietà autoctone e coltivazioni costiere terrazzate.