La Falanghina del Sannio DOC è una denominazione di vini bianchi legata al territorio beneventano, nell’entroterra della Campania. I vigneti si inseriscono in un paesaggio collinare articolato, delimitato dalle propaggini del Matese, dal massiccio del Taburno e dalle valli dei fiumi Calore, Tammaro e Volturno. Il clima unisce la luminosità mediterranea a condizioni più continentali rispetto alla fascia costiera: alle giornate calde e soleggiate si accompagnano escursioni termiche notturne e correnti d’aria che favoriscono una maturazione graduale. I suoli sono eterogenei, con presenze di argille, calcari, marne, sabbie e depositi di origine alluvionale, capaci di imprimere ai vini freschezza, precisione aromatica e una trama gustativa talvolta lievemente sapida.
Il vitigno cardine della denominazione è la Falanghina, che deve costituire la componente essenziale dell’uvaggio; possono affiancarla, entro limiti definiti, altre varietà bianche autorizzate. È considerata una delle uve storiche campane e il suo nome viene spesso ricondotto al termine latino falanga, riferito a un palo o a un sistema di sostegno della vite. Nel Sannio la varietà esprime con particolare efficacia il suo equilibrio tra patrimonio aromatico e acidità naturale.
La viticoltura ricerca una maturazione completa ma non eccessiva, così da conservare slancio e nitidezza varietale. A seconda delle località, le viti sono allevate con sistemi tradizionali o moderni; gestione della chioma, aerazione dei grappoli e selezione in vendemmia assumono un ruolo decisivo. La raccolta viene programmata quando le note agrumate, fruttate e floreali risultano armoniche con la vivace tensione acida dell’uva.
In cantina prevale la ricerca di uno stile secco, fragrante e definito. Dopo una pressatura soffice, i mosti fermentano di norma a temperatura controllata, soprattutto in acciaio. L’affinamento sulle fecce fini può arricchire consistenza e profondità senza coprire il carattere della Falanghina. La denominazione contempla anche tipologie spumante e passito. Il vino fermo richiama abitualmente limone, pompelmo, mela, pera, fiori bianchi ed erbe mediterranee, con possibili richiami minerali o mandorlati nel finale.