Il Frascati Superiore DOCG è una denominazione di vini bianchi dei Castelli Romani, a sud-est di Roma, in un paesaggio modellato dall’antico vulcano laziale. I vigneti occupano pendii dolci o più marcati attorno a Frascati e ai comuni vicini dell’area tuscolana. Tufi, pozzolane, sabbie vulcaniche e rocce alterate danno origine a suoli ben drenanti, capaci al tempo stesso di conservare una riserva idrica utile. L’altitudine, le correnti provenienti dalla pianura tirrenica e le escursioni termiche fra giorno e notte favoriscono maturazioni progressive, definizione aromatica e mantenimento della freschezza naturale.
L’identità della denominazione nasce dall’incontro fra vitigni bianchi tradizionali. Malvasia Bianca di Candia e Malvasia del Lazio, localmente detta Puntinata, ne costituiscono il nucleo distintivo. Bellone, Bombino Bianco, Greco e Trebbiano Toscano possono concorrere all’assemblaggio. La Malvasia del Lazio apporta spesso profili floreali, richiami alla frutta a polpa gialla e una delicata impronta speziata; il Bellone contribuisce a trama e slancio, mentre Bombino e Trebbiano sottolineano freschezza e sobrietà. La compresenza di più varietà è un tratto storico della viticoltura locale e permette di modulare le cuvée secondo parcella e annata.
La potatura mira a vigne equilibrate e a grappoli sani, maturi in modo uniforme. Un’attenta gestione della chioma favorisce l’aerazione, limitando al contempo l’eccessiva esposizione solare. La raccolta segue l’andamento di maturazione delle diverse uve. In cantina si privilegiano pressature soffici e chiarifiche a bassa temperatura. La fermentazione avviene soprattutto in acciaio a temperatura controllata, per tutelare fragranza, nitidezza del frutto e precisione; varietà o singole parcelle possono essere vinificate separatamente prima dell’assemblaggio finale. Il riconoscimento DOCG valorizza l’identità storica di un vino legato alla tradizione viticola dell’antico Tuscolo e della campagna romana.