Il Ghemme DOCG nasce nell’Alto Piemonte, nei comuni di Ghemme e Romagnano Sesia, in provincia di Novara. Il territorio si colloca ai piedi delle Alpi, sotto l’influenza del Monte Rosa e del fiume Sesia. La presenza montana protegge in parte dai flussi d’aria più fredda e, unita alle marcate escursioni termiche, definisce un clima continentale dalla stagione vegetativa lunga. Nebbie autunnali e notti fresche favoriscono una maturazione lenta e regolare, preservando acidità e precisione aromatica.
I vigneti poggiano su antichi depositi glaciali e fluvioglaciali. Sabbie, ghiaie, ciottoli e argille si alternano a stratificazioni minerali spesso acide; in alcuni siti assumono rilievo componenti porfiriche e ferrose. Sono suoli generalmente sciolti, drenanti e relativamente poveri, capaci di contenere il vigore vegetativo e di favorire acini piccoli e concentrati. La scelta delle esposizioni è essenziale per accompagnare la piena maturazione del Nebbiolo in un’area relativamente fresca.
Il vitigno dominante è il Nebbiolo, localmente chiamato Spanna, presente per almeno l’85% dell’uvaggio. Vespolina e Uva Rara possono concorrere complessivamente fino al 15%. La Spanna apporta struttura, acidità vibrante, tannini fini e profumi di rosa, viola, piccoli frutti rossi, ciliegia, erbe e spezie. La Vespolina può accentuare la vena speziata e pepata, mentre l’Uva Rara contribuisce a modulare il profilo fruttato.
In vigna, gestione della chioma, potatura e raccolta selettiva sono determinanti affinché la Spanna, a maturazione tardiva, raggiunga un’adeguata maturità fenolica di bucce e vinaccioli. Dopo la fermentazione sulle bucce, il vino affronta tradizionalmente un affinamento prolungato. Il Ghemme deve maturare almeno 34 mesi a decorrere dal 1° novembre dell’annata di raccolta, di cui almeno 18 in legno; il Ghemme Riserva richiede almeno 46 mesi, con 24 mesi in legno. Botti grandi o contenitori di legno più piccoli accompagnano l’evoluzione tannica senza coprire l’impronta minerale. Con il tempo emergono fiori secchi, tabacco, sottobosco, goudron e note balsamiche. La viticoltura locale ha origini antiche e il nome Spanna testimonia la particolare identità piemontese del Nebbiolo.