Il Greco di Tufo DOCG è una delle denominazioni bianche più identitarie della Campania e nasce nelle colline interne della provincia di Avellino, con il comune di Tufo al centro della sua storia viticola. I vigneti appartengono al paesaggio dell’Irpinia, lontano dall’influsso marino diretto. Altitudine, marcate escursioni termiche e un clima più fresco e continentale rispetto alla fascia costiera favoriscono un ciclo vegetativo lento, capace di conservare acidità e precisione aromatica.
Il suolo è un elemento decisivo dello stile. Argille, calcari, arenarie e soprattutto depositi solforiferi e formazioni tufacee dell’area di Tufo contribuiscono alla struttura del vino, alla sua tensione sapida e alla tipica impronta minerale, talvolta fumé. Le vigne occupano pendii e posizioni ben arieggiate; un’accurata gestione della chioma è essenziale per accompagnare la maturazione sana e completa del Greco, varietà a maturazione tardiva. Il disciplinare prevede il Greco come vitigno principale, con l’eventuale presenza limitata della Coda di Volpe.
Il Greco possiede buccia consistente e una naturale predisposizione a concentrazione, acidità e componente fenolica. La scelta del momento della vendemmia richiede quindi particolare attenzione: una raccolta precoce può accentuare la severità del profilo, mentre una maturazione eccessiva attenua la sua energia. Dopo una pressatura soffice, la fermentazione avviene frequentemente in acciaio a temperatura controllata. L’affinamento sulle fecce fini può ampliare la tessitura e la profondità, mantenendo leggibile la matrice territoriale. Accanto alla tipologia ferma, la denominazione contempla anche lo spumante, nel quale freschezza e nerbo del vitigno restano centrali.
Le origini del Greco vengono comunemente ricondotte alla viticoltura antica dell’Italia meridionale e all’eredità delle presenze greche, pur essendo altrettanto importante il suo lungo adattamento locale. Da questa tradizione il Greco di Tufo si è affermato come DOCG dalla fisionomia precisa. Da giovane può esprimere agrumi, susina gialla, erbe e mandorla; con l’evoluzione in bottiglia sviluppa note di miele, pietra focaia, fiori secchi e una persistente profondità minerale.