La DOC Mandrolisai identifica vini rossi e rosati dell’altopiano centrale della Sardegna, in un’area viticola storica situata fra la Barbagia e i rilievi dell’interno. I vigneti si trovano soprattutto in posizioni collinari e sopraelevate, su suoli di disfacimento granitico spesso mescolati a sabbia, argilla e scheletro. Questi terreni favoriscono il drenaggio, mentre il clima continentale interno alterna estati calde e asciutte a notti fresche e marcate escursioni termiche. L’altitudine e la ventilazione contribuiscono a una maturazione progressiva, conservando freschezza e precisione aromatica.
Il Mandrolisai Rosso nasce da un assemblaggio tradizionale di Bovale Sardo, localmente detto Muristellu, Cannonau e Monica. Il Bovale Sardo apporta trama tannica, frutto scuro e profondità speziata; il Cannonau dona calore, note di ciliegia e prugna mature e volume; la Monica completa il profilo con profumi floreali, tannini più morbidi e vivacità acida. Queste varietà costituiscono il nucleo obbligato della cuvée, che può essere completata in misura limitata da altri vitigni a bacca rossa autorizzati. Dalla medesima tradizione ampelografica si ottiene anche il rosato.
Molte vigne sono state tradizionalmente allevate ad alberello, forma adatta alla siccità e ai venti dell’interno, che richiede interventi accurati su ogni ceppo. Sono presenti anche impianti a spalliera. La vendemmia segue l’evoluzione delle singole uve, poiché la maturità aromatica e fenolica delle tre varietà non coincide necessariamente.
In cantina le uve rosse possono fermentare insieme oppure essere vinificate separatamente e poi assemblate, di norma con controllo della temperatura. La macerazione sulle bucce varia secondo lo stile ricercato: più breve per privilegiare fragranza e morbidezza, più estesa per intensificare colore, struttura e attitudine all’evoluzione. L’affinamento può avvenire in recipienti inerti, acciaio, cemento o legno; quest’ultimo è impiegato per armonizzare la tessitura senza coprire l’identità del taglio. Il Mandrolisai esprime un’antica cultura sarda dell’assemblaggio, fondata sull’incontro fra tre vitigni autoctoni e un terroir montano severo.