Il Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane DOCG nasce nel paesaggio collinare della provincia di Teramo, nell’Abruzzo settentrionale. L’area si colloca tra l’Adriatico e i rilievi del Gran Sasso e dei Monti della Laga, in una posizione che mette in relazione le brezze marine con le correnti più fresche provenienti dall’Appennino. Le escursioni termiche favoriscono una maturazione graduale delle uve, preservando freschezza e precisione aromatica e accompagnando il Montepulciano verso una piena maturità fenolica.
I vigneti seguono i profili delle colline e poggiano su suoli diversi, nei quali argilla, calcare, sabbie, limi e componenti ciottolose possono alternarsi o convivere. Tali matrici concorrono a regolare la disponibilità idrica e il drenaggio, contribuendo alla tensione e alla solidità del vino. Esposizione, pendenza e ventilazione assumono un ruolo determinante, poiché il Montepulciano richiede un attento equilibrio vegeto-produttivo per raggiungere concentrazione, integrità dei grappoli e tannini maturi.
Il disciplinare prevede una presenza minima del 90 per cento di Montepulciano; il Sangiovese può concorrere in misura limitata. Nelle Colline Teramane il vitigno esprime normalmente colore intenso, note di amarena e prugna, accenti floreali, speziati e balsamici, con una trama tannica importante sostenuta da adeguata acidità. La conduzione del vigneto mira alla regolarità della maturazione mediante gestione della chioma, controllo del vigore e selezione delle uve. La raccolta viene definita in funzione della maturità di bucce e vinaccioli, oltre che dell’equilibrio analitico, e può distinguere le diverse parcelle.
In cantina, alla diraspatura seguono fermentazione a temperatura controllata e macerazione sulle bucce. Rimontaggi ed estrazione sono modulati secondo l’annata e la struttura desiderata. Il vino affronta un periodo di affinamento obbligatorio, spesso con il contributo del legno, volto a integrare i tannini e a favorire l’evoluzione senza coprire l’identità varietale. Riconosciuta DOCG all’inizio del XXI secolo, la denominazione valorizza la storica vocazione teramana per il Montepulciano attraverso un’espressione territoriale rigorosamente definita.