Il Taurasi DOCG è una delle grandi denominazioni rosse della Campania e nasce nell’entroterra collinare della provincia di Avellino, nell’Irpinia storica. Il territorio presenta un’impronta continentale, modulata dalla vicinanza dell’Appennino: estati calde, notti fresche e una stagione vegetativa lunga favoriscono una maturazione progressiva e regolare. I vigneti sono collocati soprattutto in collina, a quote medio-alte. Suoli di argilla, calcare, marne e sabbie, talvolta segnati da componenti di origine vulcanica, danno origine a interpretazioni differenti per tensione minerale, speziatura, struttura e freschezza.
Il vitigno cardine è l’Aglianico, che deve rappresentare almeno l’85% dell’uvaggio e definisce il profilo della denominazione; possono affiancarlo altre varietà rosse locali autorizzate. A maturazione tardiva, l’Aglianico possiede naturalmente acidità salda, ricca dotazione tannica e intensa capacità colorante. La coltivazione richiede un’accurata scelta delle esposizioni, chiome ariose e un controllo puntuale della maturazione, così da accompagnare la completa evoluzione dei tannini senza perdere slancio acido e precisione aromatica.
In cantina si ricerca in genere un’estrazione calibrata durante la fermentazione sulle bucce. Il controllo delle temperature, la durata della macerazione e la scelta tra cemento, acciaio o legno incidono sulla trama e sullo stile. L’affinamento costituisce un elemento essenziale dell’identità del Taurasi: il disciplinare impone almeno tre anni di invecchiamento a decorrere dal 1° novembre dell’annata di vendemmia, di cui almeno uno in legno. Per la tipologia Riserva sono richiesti almeno quattro anni complessivi, con almeno 18 mesi in legno. Botti grandi e barrique possono essere impiegate secondo impostazioni diverse, con l’obiettivo di modellare la struttura senza coprire il nucleo austero dell’Aglianico.
Il nome richiama l’antica Taurasia, insediamento sannita. L’identità contemporanea della denominazione deriva dalla riscoperta del potenziale dell’Aglianico irpino e da vini per i quali l’evoluzione in cantina e in bottiglia è parte integrante dell’espressione territoriale.