Il Verdicchio di Matelica Riserva DOCG nasce nell’entroterra marchigiano, nell’alta valle dell’Esino attorno a Matelica. L’area vitata occupa una conca allungata e circondata dai rilievi appenninici, con condizioni sensibilmente diverse da quelle delle zone del Verdicchio più esposte all’influsso marino. Le posizioni collinari, i suoli calcareo-argillosi, con presenze di marne e sabbie, favoriscono una maturazione lenta e regolare. Le giornate luminose, le notti fresche e la protezione offerta dalle montagne circostanti preservano acidità, precisione aromatica e una riconoscibile impronta minerale.
Il Verdicchio costituisce almeno l’85 per cento dell’uvaggio; può essere affiancato in misura limitata da altri vitigni a bacca bianca non aromatici autorizzati. In vigneto assumono rilievo l’equilibrio vegeto-produttivo, la gestione del suolo, il controllo della chioma e una raccolta selettiva. Le uve sono spesso vendemmiate a piena maturità fisiologica, mantenendo al tempo stesso la freschezza che è tratto essenziale della varietà.
La vinificazione si fonda generalmente su pressatura soffice e fermentazione a temperatura controllata, in condizioni protettive. L’acciaio è largamente impiegato per conservare nitidezza del frutto e tensione gustativa; secondo lo stile aziendale, soste prolungate sulle fecce fini, affinamenti parziali in grandi recipienti di legno o un’evoluzione ossidativa molto misurata possono accrescere ampiezza e complessità. La menzione Riserva richiede un affinamento minimo di 18 mesi, di cui almeno sei in bottiglia. Con l’evoluzione, le note di agrumi, mela ed erbe fini si arricchiscono di richiami a mandorla, finocchietto, cera d’api e mineralità salina.
La DOCG valorizza una tradizione viticola secolare di Matelica, dove il Verdicchio ha trovato un ambiente particolarmente vocato. La Riserva evidenzia la capacità del vitigno di coniugare struttura, longevità e finezza territoriale nel paesaggio continentale e appenninico delle Marche interne.