La Vernaccia di San Gimignano DOCG è la denominazione bianca identitaria delle colline che circondano San Gimignano, in Toscana. Il paesaggio vitato si sviluppa su rilievi dolci e articolati, segnati da antichi insediamenti e da una geologia molto varia. Hanno particolare rilievo i sedimenti di origine marina, con presenze di sabbie, argille, calcare e inclusioni fossili; secondo le località si incontrano anche strati argillosi più compatti e componenti sassose. Il clima mediterraneo è modulato dall'altitudine, dalle esposizioni e dalla ventilazione. Questi elementi favoriscono maturazioni progressive ed equilibrate, preservando freschezza e una riconoscibile tensione minerale.
Il vitigno Vernaccia è obbligatorio e deve rappresentare la componente decisiva dell'uvaggio. La sua presenza nel territorio vanta una storia molto antica, documentata fin dal Medioevo. La varietà coltivata a San Gimignano possiede un'identità propria e non va confusa con altri vitigni italiani che portano lo stesso nome. Può dare vini dal colore chiaro, con richiami di agrumi e frutta a polpa bianca, fiori delicati, erbe aromatiche e il caratteristico finale sovente riconducibile alla mandorla. Altri vitigni bianchi non aromatici autorizzati possono integrare il profilo del vino, senza coprire l'espressione della Vernaccia.
In vigneto, potatura, gestione della chioma e selezione della raccolta sono orientate a ottenere uve sane e a maturazione omogenea. La scelta dell'epoca vendemmiale è centrale, perché definisce l'equilibrio tra acidità, maturità fenolica e impronta salina. La vinificazione si fonda in genere su una conduzione delicata in bianco: pressatura tempestiva, fermentazione a temperatura controllata e affinamento in recipienti inerti tutelano fragranza e precisione. La sosta sulle fecce fini può accrescere consistenza e profondità. Nella tipologia Riserva, un affinamento più prolungato favorisce l'evoluzione; secondo lo stile del produttore, contenitori neutri o un uso misurato del legno possono accompagnare note più complesse, balsamiche e speziate. La denominazione fu tra le prime in Italia a ottenere il riconoscimento di origine controllata, quindi elevata a DOCG.