L’Asprinio è un vitigno a bacca bianca profondamente legato all’agro aversano, in Campania, dove la sua coltivazione si è sviluppata storicamente nel tradizionale sistema dell’alberata, con viti maritate al pioppo capaci di raggiungere notevoli altezze. Le sue origini si perdono nella storia viticola del territorio, ma il nome e il vino sono documentati da secoli e la varietà è oggi riconosciuta come elemento identitario delle province di Caserta e Napoli. La foglia è media, generalmente pentalobata, con superficie superiore glabra e verde chiaro; il grappolo è compatto, cilindrico-conico, spesso provvisto di una o due ali. L’acino, di dimensioni medie, presenta forma ellissoidale o sferoidale, buccia pruinosa e tonalità verde-giallastra. Il vino è di colore giallo paglierino, con profumi fruttati e floreali delicati, talvolta accompagnati da note agrumate e vegetali, e offre un sorso secco, slanciato, sapido e caratterizzato da una spiccata acidità. La struttura è agile ma dinamica, sostenuta da una freschezza naturale che favorisce una buona evoluzione, soprattutto nelle versioni più ambiziose e spumantizzate. L’Asprinio esprime infatti una notevole vocazione alla rifermentazione, con spuma fine e persistente. Curiosa e distintiva è la tradizione delle grotte di tufo, ambienti naturalmente freschi dove il vino veniva conservato e affinato.