La Barbera Sarda è un vitigno a bacca nera autoctono della Sardegna, distinto geneticamente dalla Barbera piemontese nonostante l’omonimia. La sua presenza nell’Isola è documentata tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento, mentre l’iscrizione nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite risale al 1971. Gli studi più recenti ne hanno evidenziato la vicinanza genetica con alcune varietà sarde del gruppo dei Bovale e del Muristellu, confermandone l’identità originale.
La pianta presenta vigoria media, germogliamento e maturazione tardivi e si adatta bene alla coltivazione ad alberello, oltre che alla spalliera bassa. La foglia è di dimensioni medie, con pagina superiore quasi glabra e opaca, pagina inferiore fortemente setolosa, seno peziolare generalmente chiuso e denti brevi, irregolari e poco pronunciati. Il grappolo è medio-piccolo, piramidale, alato e compatto, con peduncolo corto e robusto; l’acino è piccolo, rotondo, uniforme, dalla buccia consistente, molto pruinosa e di colore blu-nero.
Diffusa soprattutto nel centro-sud dell’Isola, è coltivata nei territori del Campidano, del Parteolla e in diverse aree delle province di Cagliari, Nuoro, Oristano e Sassari. Il vino mostra colore rubino intenso, spesso con riflessi violacei, profumi di ciliegia, ribes, frutti di bosco e delicate note balsamiche o speziate. Al palato esprime buona freschezza, struttura generosa e tannini vellutati; può evolvere positivamente nel medio-lungo periodo. Tradizionalmente impiegata anche negli uvaggi per sostenere acidità e equilibrio, offre risultati interessanti pure in purezza.