Il Biancame, detto anche Bianchello o Greco di Bianchello, è un’antica varietà a bacca bianca dell’Italia centrale, storicamente legata alle Marche settentrionali e documentata almeno dal Seicento. La sua identità è strettamente associata alle colline della provincia di Pesaro e Urbino e, in particolare, alla valle del Metauro, dove costituisce la base del Bianchello del Metauro, denominazione riconosciuta nel 1969. La tradizione locale ne fa risalire la presenza a epoche ancora più remote, collegandola persino agli episodi della battaglia del Metauro del 207 a.C.
La pianta presenta vigoria medio-elevata e foglia di dimensioni medio-grandi, generalmente pentagonale e pentalobata. Il grappolo è lungo, cilindrico o conico, compatto, spesso provvisto di una o due ali. Gli acini sono medi, sferici, con buccia sottile, puntinata, di colore verde-giallo che tende al dorato durante la maturazione, e polpa succosa dal gusto neutro.
L’areale principale comprende la valle del Metauro, le colline intorno a Fano e parte della Romagna, soprattutto nell’area dei Colli di Rimini. Il vino si distingue per il colore giallo paglierino tenue, talvolta con riflessi verdognoli, e per profumi delicati di fiori bianchi, mela, pesca, agrumi e mandorla fresca. Al palato è fresco, sapido, armonico e di struttura leggera o media, con finale secco e lievemente amarognolo. Le migliori interpretazioni possono evolvere per alcuni anni, sviluppando sfumature più mature, mielate e minerali.