La Biancolella è un vitigno a bacca bianca profondamente legato alla Campania, in particolare all’isola d’Ischia, dove la sua presenza è documentata almeno dal XIX secolo. La tradizione ne attribuisce l’introduzione agli antichi coloni greci, mentre un’antica ipotesi la collegava alla Corsica, dove è conosciuta come Petite Blanche. È coltivata anche nelle province di Napoli e Caserta, nelle isole del Golfo di Napoli e nelle Isole Ponziane, dove arrivò attraverso coloni provenienti da Ischia.
La foglia è di media grandezza, orbicolare, generalmente trilobata e talvolta quinquelobata, con margine dentato e superficie leggermente bollosa. Il grappolo, medio, è cilindrico o piramidale, compatto, spesso provvisto di ali corte; l’acino è sferoidale, di dimensioni medie, con buccia sottile, pruinosa e verde-giallastra, polpa succosa e succo incolore.
Il vino presenta un luminoso colore giallo paglierino e profumi fini di agrumi, frutta a polpa gialla, fiori delicati, mandorla e leggere sfumature speziate. Al palato è asciutto, fresco e sapido, con una piacevole impronta minerale che richiama i suoli vulcanici e la vicinanza del mare; la struttura può diventare più ampia nelle versioni da vecchie vigne o affinate sulle fecce fini. La sua espressione classica privilegia la freschezza e la beva giovane, mentre le interpretazioni più articolate possono evolvere favorevolmente nel medio periodo. Nella DOC Ischia può costituire almeno l’85% dell’uvaggio ed è spesso valorizzata anche in purezza.