La Boschera è un antico vitigno autoctono a bacca bianca dell’alto Trevigiano, documentato nella provincia di Treviso già nell’Ampelografia del 1870 come varietà coltivata da tempo nelle aree di Conegliano e Vittorio Veneto. Iscritta nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite nel 1992, è oggi legata soprattutto alle colline pedemontane comprese tra Fregona, Vittorio Veneto, Serravalle e Conegliano, con particolare presenza nel territorio di Fregona. A Monfumo è conosciuta anche con il nome tradizionale di Uva del prete.
La pianta è vigorosa e regolare, con buona resistenza alla botrite, caratteristica che favorisce la permanenza dell’uva sulla pianta e l’appassimento naturale. La foglia, media o grande, è rotondeggiante, trilobata o quasi intera, con pagina inferiore sublanuginosa e picciolo rossastro. Il grappolo è grande, piramidale, alato e mediamente spargolo; l’acino, abbastanza grosso e ovale, presenta una buccia spessa e puntinata, verde con sfumature giallo-dorate nelle porzioni più esposte al sole.
Vinificata in bianco, la Boschera offre vini dal colore giallo paglierino, talvolta con riflessi dorati, caratterizzati da profumi di fiori bianchi, mela, pesca e albicocca, con richiami agrumati. Al palato esprime vivace acidità, sapidità e una struttura equilibrata. La sua vocazione più originale emerge nel Torchiato di Fregona, dove, insieme a Glera e Verdiso, l’appassimento concentra aromi e sostanza, sostenuti da una freschezza capace di favorire una lunga evoluzione.