Il Bovale Sardo, noto anche come Bovaleddu o Muristellu, è un’antica varietà a bacca nera profondamente legata alla viticoltura isolana. La sua storia viene ricondotta alla presenza iberica in Sardegna, ma nel tempo il vitigno ha acquisito una fisionomia propria, distinguendosi geneticamente dal Bovale Grande o Bovale di Spagna. La foglia è di media grandezza, generalmente pentagonale e pentalobata, con pagina superiore verde, ondulata e leggermente bollosa, mentre quella inferiore è lanuginosa. Il grappolo è medio, cilindrico o cilindro-conico, spesso compatto o semicompatto, con peduncolo corto; l’acino, subovale e di dimensioni medie, presenta una buccia nera, spessa, consistente e molto pruinosa, caratteristiche che favoriscono una significativa dotazione polifenolica.
Diffuso in numerose aree viticole della Sardegna, trova espressioni particolarmente riconoscibili nel Mandrolisai, nella Marmilla e nel territorio di Terralba, tra le province di Nuoro e Oristano. Il vino si distingue per il colore rosso rubino intenso, talvolta arricchito da riflessi violacei, e per un profilo olfattivo vinoso e complesso, con richiami di frutta rossa matura, piccoli frutti di bosco, macchia mediterranea e sfumature speziate. Al palato è asciutto, sapido, pieno e strutturato, sostenuto da tannini presenti ed eleganti. La ricchezza estrattiva e polifenolica gli conferisce una spiccata attitudine all’evoluzione, soprattutto nelle versioni ottenute da alberello sardo, vendemmie tardive e affinamento. Tradizionalmente entra nell’uvaggio del Mandrolisai insieme a Cannonau e Monica, ma offre risultati interessanti anche in purezza.