Il Canaiolo Nero è un vitigno a bacca nera di antica origine toscana, documentato già tra il Cinquecento e il Settecento e storicamente legato alla tradizione del Chianti. La pianta presenta vigoria medio-elevata e maturazione pressoché contemporanea al Sangiovese. Il grappolo è generalmente medio, conico, spesso provvisto di una o due ali, di compattezza media e con peduncolo corto. L’acino, di dimensioni medie e forma ellissoidale larga, ha buccia blu-nera, polpa poco colorata e consistenza morbida. La foglia adulta è pentagonale, trilobata o pentalobata, con superficie leggermente bollosa, seno peziolare a V e pagina inferiore caratterizzata da una fitta tomentosità.
La sua diffusione interessa soprattutto la Toscana, in particolare le colline del Chianti e le province di Firenze, Siena, Arezzo e Pisa, con presenze significative anche in Umbria, Marche, Lazio e Liguria. Vinificato in purezza offre vini dal colore rubino luminoso, talvolta intenso, con profumi di ciliegia, frutti rossi, violetta e delicate note speziate. Al palato esprime morbidezza, equilibrio, buona componente alcolica e tannini generalmente armonici, sostenuti da un’acidità moderata. La struttura è di medio corpo e la longevità può essere apprezzabile quando proviene da uve ben mature e da ambienti vocati. Tradizionalmente utilizzato insieme al Sangiovese, contribuisce ad arrotonzarne il profilo; in passato era inoltre protagonista del Governo alla Toscana, pratica basata sull’aggiunta di mosto da uve appassite.