Il Centesimino è un vitigno a bacca nera autoctono delle colline faentine, legato in particolare alla zona di Oriolo dei Fichi. La sua storia è associata a Pietro Pianori, detto “Centesimino”, che contribuì alla conservazione e alla diffusione locale della varietà a partire dagli anni Trenta del Novecento, dopo la crisi fillosserica. Per lungo tempo conosciuto come Savignôn rosso, è stato ufficialmente riconosciuto e iscritto al Registro Nazionale delle varietà di vite nel 2004.
Dal punto di vista ampelografico presenta una foglia piuttosto grande, cuneiforme e pentalobata, con seno peziolare a V, pagina superiore poco bollosa e tomentosità contenuta nella pagina inferiore. Il grappolo è medio-piccolo, conico, da mediamente compatto a compatto, sostenuto da un peduncolo corto e semilegnoso. Gli acini sono sferoidali, regolari e di media grandezza, con buccia blu-nera riccamente pruinosa e polpa morbida, non colorata e fruttata.
La sua coltivazione rimane concentrata soprattutto sulle colline tra Faenza e il territorio ravennate e forlivese, dove esprime pienamente il carattere del paesaggio romagnolo. Il vino presenta colore rosso rubino intenso, profumi fini e persistenti di rosa, viola, fiori d’arancio, fragola e ciliegia, accompagnati da richiami di anice e liquirizia. Al palato è fresco, pieno, equilibratamente tannico e dotato di buona struttura, con un’acidità capace di sostenerne l’evoluzione nel tempo. La varietà si presta inoltre a interpretazioni ferme, frizzanti, passite e anche a versioni affinate in legno.