Il Chatus è un antico vitigno a bacca nera originario delle Cévennes ardéchoises, nel sud-est della Francia, dove la sua presenza è documentata storicamente già dal Seicento. Per lungo tempo si è diffuso lungo l’arco alpino occidentale, raggiungendo il Piemonte, la Savoia e il Delfinato. In Italia è particolarmente legato al Cuneese, soprattutto ai territori di Dronero, delle Colline Saluzzesi e del Pinerolese, dove è conosciuto anche con il tradizionale nome di Nebbiolo di Dronero. Il germoglio presenta una fitta peluria coricata, mentre le foglie giovani mostrano caratteristiche tonalità bronzee. La foglia adulta è pentagonale, generalmente trilobata o pentalobata, con pagina leggermente bollosa e margini revoluti; il seno peziolare è chiuso, con fondo a V. Il grappolo è medio o medio-grande, spesso compatto, con acini piccoli, rotondi e dalla buccia intensamente colorata. Il vino si distingue per il colore rosso rubino profondo, talvolta tendente al violaceo, e per un profilo olfattivo fruttato e vinoso, arricchito da richiami di frutta matura, spezie e, con l’affinamento in legno, note balsamiche e vanigliate. In bocca offre buona struttura, acidità vivace e trama tannica importante, elementi che ne sostengono l’evoluzione nel tempo e una spiccata longevità. Una curiosità enologica riguarda la sua identificazione genetica: il celebre Nebbiolo di Dronero si è rivelato corrispondere al Chatus, vitigno impiegato anche nella costituzione dell’Albarossa insieme alla Barbera.