La Coda di Volpe Nera è un antico vitigno campano a bacca rossa, storicamente documentato in Irpinia e citato nell’ampelografia ottocentesca di Giuseppe Frojo con diversi nomi locali, tra cui Oliorpa, Due Code, Mangiaguerra e Coda di Volpe Rossa. Le indagini ampelografiche hanno ricondotto queste denominazioni a una medesima varietà, oggi recuperata soprattutto nell’area di Paternopoli e presente anche nei territori di Castelfranci, Montemarano, Castelvetere e Ariano Irpino. Il grappolo è medio-grande, cilindrico, compatto, talvolta dotato di un’ala breve, con caratteristica estremità bifida o trifida; gli acini sono piccoli, tondeggianti, non sempre uniformi, con buccia sottile, pruinosa, di colore rosso scuro violaceo e polpa molle, incolore. La foglia, di dimensioni medie, è pentagonale e generalmente trilobata o pentalobata, con pagina inferiore tomentosa e picciolo robusto, spesso arrossato. Il vino si presenta di colore rosso rubino brillante, talvolta con riflessi aranciati, e offre profumi nitidi di piccoli frutti rossi, fragola, amarena, rosa fresca e delicate spezie dolci. Al palato è secco, equilibrato, di struttura media, sostenuto da acidità moderata, lieve sapidità e tannini presenti ma morbidi. La buona armonia ne favorisce una piacevole evoluzione in bottiglia per un periodo medio. Interessante è anche l’attitudine a esprimersi in versioni rosate o in vinificazioni più delicate.