La Dindarella è un antico vitigno a bacca nera del territorio veronese, storicamente legato alle colline della Valpolicella e tradizionalmente coltivato in uvaggi con Corvina, Rondinella e altre varietà locali. La sua presenza è documentata nella viticoltura veronese almeno dal XIX secolo; nel Novecento è stata oggetto di un percorso di recupero e valorizzazione che ha portato alla sua iscrizione nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite nel 1987. Dal punto di vista ampelografico presenta una foglia di media grandezza, generalmente pentagonale e pentalobata, talvolta trilobata, con pagina superiore verde intensa e leggermente bollosa. Il grappolo è grosso, piramidale, spesso provvisto di una o due ali pronunciate, di media compattezza; l’acino è medio, sferico o subrotondo, con buccia pruinosa e consistente, di colore rosso-blu con riflessi violacei, polpa succosa e sapore caratteristico. La coltivazione si concentra soprattutto nella provincia di Verona, in particolare nelle aree collinari della Valpolicella, dove contribuisce alla tipicità degli assemblaggi locali. I vini ottenuti, sia in versione fresca sia da uve appassite, mostrano colore rubino intenso, profumi di ciliegia, frutti di bosco, violetta e spezie, con buona acidità, trama tannica equilibrata e struttura capace di sostenere un’evoluzione prolungata. La Dindarella è inoltre ammessa, in percentuali minoritarie, nelle denominazioni veronesi legate a Valpolicella, Amarone e Recioto.