Il Fiano è uno dei vitigni bianchi storici della Campania, con una presenza antichissima soprattutto in Irpinia. La sua origine è stata accostata alle uve “apiane” ricordate dagli autori latini, ipotesi che spiega anche il legame tradizionale con il vino Apianum dell’antichità, pur restando parte di una storia ricca di interpretazioni. Oggi trova la sua espressione più celebre nelle colline della provincia di Avellino, in particolare nell’area di Lapio, ma è diffusamente coltivato anche nel Sannio, nel Cilento e in altre zone della Campania; è inoltre presente in Puglia e, con risultati interessanti, in Sicilia e nelle Marche.
Dal punto di vista ampelografico presenta una foglia media, orbicolare, generalmente trilobata o pentalobata. Il grappolo è piccolo o medio, di forma piramidale, spesso provvisto di un’ala ben sviluppata e caratterizzato da acini piuttosto serrati. Gli acini, giallo-dorati e talvolta tendenti al rossastro nelle porzioni più esposte, hanno buccia spessa e resistente, polpa succosa e buona capacità di maturazione tardiva.
Il vino è di colore giallo paglierino, talvolta più intenso con l’evoluzione. Al naso offre profumi di fiori bianchi, pesca, frutta esotica, agrumi ed eleganti richiami di nocciola; al palato è strutturato, sapido, fresco e persistente. La buona acidità e la complessità gli conferiscono una notevole longevità, rara tra i bianchi italiani, con sviluppo di sfumature minerali, tostate e mielate.