La Garganega è uno dei più rappresentativi vitigni a bacca bianca del Veneto, protagonista storico delle colline veronesi e vicentine. Di origine antica, è documentata con denominazioni affini già in epoca medievale e nel tempo si è affermata soprattutto nei territori di Soave e Gambellara, dove ha trovato condizioni pedoclimatiche ideali. La foglia è generalmente medio-grande, quinquelobata, con seni laterali profondi e pagina inferiore leggermente tomentosa; il grappolo è piramidale, spesso alato e piuttosto spargolo. Gli acini, di dimensione media e forma sferica, presentano una buccia sottile ma resistente, di colore giallo dorato, talvolta con riflessi rosati nelle parti più esposte al sole. La maturazione è medio-tardiva.
La Garganega è diffusa principalmente in Veneto, in particolare nelle province di Verona e Vicenza, ma è coltivata anche in altre aree dell’Italia settentrionale e, con nomi o biotipi affini, in alcune regioni italiane. I vini ottenuti da questo vitigno presentano un colore giallo paglierino, che può evolvere verso tonalità dorate, e profumi di fiori bianchi, agrumi, mela, pera e mandorla. Al palato unisce freschezza, sapidità e una struttura equilibrata, con notevole capacità evolutiva nelle versioni più importanti. Oltre ai vini secchi, la Garganega si presta alla produzione di passiti e recioti, ottenuti dall’appassimento naturale delle uve, espressioni intense, morbide e longeve.