Il Girò Bianco è un raro vitigno sardo a bacca bianca, individuato nella Trexenta, in particolare nell’area di Samatzai, e presente anche in alcuni vecchi vigneti della Romangia, dove è conosciuto con il nome di Zirone bianco. Le analisi genetiche lo riconducono a un incrocio tra Pansale, noto anche come Monica bianca, e Girò; si tratta di una varietà di origine spontanea, ancora considerata un unicum del patrimonio viticolo regionale. Dal punto di vista ampelografico presenta una foglia adulta cuneiforme, generalmente trilobata, con denti di media grandezza, seno peziolare sovrapposto e pagina inferiore quasi priva di peli. L’acino è descritto come sferoidale, mentre il grappolo appartiene a una tipologia di media variabilità, coerente con il materiale recuperato nei diversi areali. La coltivazione è documentata soprattutto nel Sud Sardegna, tra Trexenta e Campidano, con una presenza distinta nella Romangia sassarese. Le prime prove di vinificazione, condotte a Ussana, hanno evidenziato vini base equilibrati, freschi e di buona eleganza, adatti anche alla spumantizzazione. Il profilo appare delicato e armonico, con struttura agile e piacevole scorrevolezza; la vocazione principale è per vini bianchi giovani e fragranti, da valorizzare per la freschezza e per una beva immediata.