Il Grillo è un vitigno a bacca bianca simbolo della Sicilia, legato soprattutto alla parte occidentale dell’isola e alla storia del Marsala. La sua origine viene tradizionalmente attribuita al barone Antonio Mendola, che nell’Ottocento avrebbe ottenuto una nuova varietà dall’incrocio tra Catarratto e Zibibbo, inizialmente indicata come Moscato Cerletti. La sua affermazione nell’area marsalese fu favorita dalla capacità di apportare struttura, intensità e finezza aromatica ai vini destinati all’evoluzione.
La foglia è di dimensioni medie, orbicolare o pentagonale, generalmente pentalobata, con lembo leggermente bolloso e seno peziolare aperto. Il grappolo, medio, può presentarsi cilindrico o conico, talvolta alato, da mediamente compatto a spargolo. Gli acini sono medio-grandi, sferoidali o leggermente ellissoidali, con buccia spessa, consistente e pruinosa, di colore verde-giallo che tende al dorato con la maturazione e l’esposizione solare.
Oggi il Grillo è coltivato soprattutto nelle province di Trapani, Palermo, Agrigento e nelle aree costiere e collinari della Sicilia, dove interpreta con efficacia suoli e microclimi differenti. Il vino presenta tonalità dal giallo paglierino al dorato, profumi di agrumi, fiori bianchi, erbe aromatiche e frutta esotica, con frequenti richiami minerali e mandorlati. Al palato è fresco, sapido, pieno e armonico; le versioni più strutturate possono evolvere positivamente per diversi anni. È inoltre utilizzato per vini fermi, spumanti, passiti e liquorosi.