Il Guarnaccino, noto anche come Guarnaccino nero o Guarnaccino di Chiaromonte, è un vitigno autoctono a bacca nera della Basilicata, legato in particolare al territorio di Chiaromonte, nel cuore del Pollino. La sua presenza appartiene alla tradizione viticola locale e il nome richiama antiche denominazioni meridionali come Guarnaccia e Vernaccia, un tempo utilizzate per indicare diverse varietà d’uva. Dopo un lungo periodo di marginalità, il vitigno è stato oggetto di un importante progetto di recupero avviato nei primi anni Duemila, fino al riconoscimento ufficiale come varietà autonoma nel 2013.
Dal punto di vista ampelografico presenta un grappolo di media grandezza, conico, alato e mediamente compatto; l’acino è medio, sferico, con buccia pruinosa, consistente e di colore blu-nero. La foglia è generalmente di dimensioni medie e mostra un lembo articolato, coerente con la morfologia delle varietà meridionali. La coltivazione trova la sua espressione più caratteristica nelle colline di Chiaromonte, su suoli argillosi, sabbiosi e ricchi di elementi minerali. Il vino ottenuto è di colore rosso rubino intenso, spesso impreziosito da riflessi violacei, con profumi netti di frutti rossi e neri, spezie e leggere sfumature floreali o mediterranee. Al palato offre buona acidità, struttura, calore e tannini avvolgenti. La diversa natura dei suoli consente di ottenere sia versioni più agili e fragranti sia vini complessi, longevi e adatti all’affinamento.