La Malvasia Bianca appartiene alla vasta famiglia delle Malvasie, un gruppo di antichi vitigni mediterranei il cui nome è legato a Monemvasia, porto del Peloponneso da cui i mercanti veneziani diffusero in Europa vini profumati e spesso dolci. In Italia è presente soprattutto nelle regioni meridionali, con una particolare diffusione in Puglia, Sicilia, Calabria e Campania, dove trova condizioni favorevoli nei territori collinari e nelle aree a clima caldo e luminoso.
La pianta presenta foglie grandi, generalmente pentagonali e pentalobate, talvolta trilobate, con pagina inferiore leggermente tomentosa. Il grappolo è medio o medio-grande, allungato, di forma conica o cilindro-conica, spesso alato e tendenzialmente spargolo. Gli acini sono medi, sferici, con buccia consistente di colore giallo-verdastro, che tende al dorato nelle posizioni più esposte.
Il vino si distingue per il colore giallo paglierino, talvolta arricchito da riflessi dorati, e per un profilo olfattivo elegante, fruttato e floreale, con richiami di pesca, albicocca, mandorla e fiori bianchi. In bocca offre buona freschezza, sapidità, morbidezza e struttura generalmente media. Le versioni secche esprimono al meglio la fragranza giovanile, mentre vendemmie tardive, passiti e affinamenti sui lieviti possono sviluppare maggiore complessità e longevità. Una curiosità enologica è la sua frequente presenza negli uvaggi tradizionali, dove contribuisce ad ampliare il corredo aromatico e a rendere il vino più armonico.