La Malvasia Bianca Lunga appartiene alla vasta famiglia delle Malvasie e presenta un’origine generalmente ricondotta al bacino orientale del Mediterraneo, con probabili legami con la tradizione viticola greca. In Italia è coltivata da secoli, soprattutto in Toscana, dove è conosciuta anche come Malvasia del Chianti o Malvasia Toscana e ha contribuito alla storia dei vini chiantigiani e del Vin Santo. La foglia è medio-grande o grande, pentagonale e generalmente pentalobata, con lembo leggermente bolloso e pagina inferiore tomentosa. Il grappolo è grosso, piramidale, spesso compatto e provvisto di due ali; gli acini, di dimensione medio-piccola, sono sferoidali, con buccia pruinosa, di media consistenza e colore verde-giallo. Il suo principale areale di diffusione comprende le colline del Chianti, il Fiorentino, il Senese, il Valdarno e la Maremma, con presenze anche in Umbria, Lazio, Liguria, Marche e in alcune aree dell’Italia meridionale. In vinificazione dà vini dal colore giallo paglierino, delicatamente aromatici, con richiami floreali e fruttati misurati, accompagnati da sapidità, morbidezza, buona alcolicità e struttura equilibrata. La sua natura versatile si esprime sia nei bianchi asciutti sia nelle versioni ottenute da uve appassite, dove contribuisce a complessità, profondità e notevole capacità evolutiva. La curiosità enologica più significativa è il ruolo tradizionale nella produzione del Vin Santo, spesso insieme al Trebbiano Toscano.