La Malvasia di Lipari è un antico vitigno a bacca bianca aromatico, tradizionalmente ricondotto al mondo greco; il nome delle Malvasie viene generalmente collegato a Monemvasia, porto del Peloponneso. Nelle isole Eolie ha trovato il proprio habitat storico, soprattutto a Salina, dove la viticoltura e la produzione del passito rappresentano una tradizione profondamente radicata. La denominazione Malvasia delle Lipari è stata riconosciuta nel 1973, valorizzando le diverse espressioni del vitigno, dal bianco al passito e al liquoroso.
La pianta presenta vigoria medio-elevata e portamento espanso; la foglia è di media grandezza, tondeggiante, generalmente pentalobata, con superficie superiore verde e poco tomentosa. Il grappolo è medio, cilindrico o cilindro-conico, semplice, talvolta alato e mediamente spargolo. L’acino è medio o piccolo, sferoidale o subrotondo, con buccia sottile, poco pruinosa, di colore giallo dorato, e polpa dolce, succosa e intensamente aromatica.
Coltivata sui suoli vulcanici e sabbiosi dell’arcipelago, beneficia della luminosità, della ventilazione marina e delle forti escursioni ambientali. I vini presentano tonalità giallo dorate, fino all’ambrato nelle versioni passite, profumi di frutta matura, albicocca, agrumi, miele e fiori mediterranei. Al palato sono dolci, avvolgenti, equilibrati dalla freschezza e dotati di struttura. Il passito, ottenuto anche mediante appassimento al sole sui tradizionali cannizzi, possiede particolare complessità e una spiccata attitudine all’evoluzione in bottiglia.