La Melara, conosciuta anche con il sinonimo Merlara, è un vitigno autoctono a bacca bianca legato alla tradizione viticola del Piacentino. Le sue origini non sono documentate con precisione, ma la varietà è presente da lungo tempo sulle colline della provincia di Piacenza, in particolare nell’area della Val d’Arda e nei dintorni di Vigoleno. Il nome Melara è stato ricondotto alla possibile associazione tra miele e dolcezza, in riferimento sia all’uva appassita sia alle caratteristiche aromatiche del vino.
La pianta mostra buona vigoria e portamento semi-assurgente. La foglia è di dimensioni contenute, con lembo pentagonale e pentalobato. Il grappolo è corto, compatto e di forma conico-piramidale, mentre gli acini, generalmente medio-grandi, sono troncovoidi od ovoidali, con buccia verde-gialla e polpa morbida. L’invaiatura precoce e la maturazione medio-precoce favoriscono la raccolta destinata all’appassimento.
La Melara viene tradizionalmente vinificata in uvaggio, soprattutto con la Santa Maria, per la produzione del Vin Santo di Vigoleno. Il vino può esprimere tonalità dorate fino all’ambrato intenso, profumi di miele, frutta disidratata, agrumi canditi, mandorla e nocciola tostata. Al palato è dolce, pieno, vellutato e persistente, con una struttura adatta all’evoluzione. Il lungo affinamento in legno, previsto per questa tipologia, ne valorizza la complessità e la longevità, rendendo la Melara una componente distintiva della più autentica enologia piacentina.