Il Monica è uno dei vitigni a bacca nera più rappresentativi della Sardegna, dove vanta una presenza antica e capillare. L’ipotesi più accreditata ne colloca l’introduzione nell’isola intorno all’XI secolo, forse per opera dei monaci Camaldolesi, mentre altre interpretazioni ne collegano l’origine alla dominazione spagnola; da qui derivano anche sinonimi come Monica di Spagna e Uva Mora. La foglia è di media grandezza, orbicolare, generalmente pentalobata, con lembo leggermente ondulato e pagina superiore bollosa. Il grappolo, medio o medio-grande, ha forma cilindrico-conica o piramidale, spesso alata e piuttosto spargola; gli acini sono sferici, di dimensione media, con buccia consistente, pruinosa e nero-violacea. Diffuso in tutta la Sardegna, trova espressioni particolarmente interessanti nelle aree collinari e nei comprensori del Cagliaritano, su terreni calcarei, ben esposti e inseriti in contesti caldi e asciutti. I vini presentano colore rosso rubino, talvolta tendente all’amaranto con l’evoluzione, profumi di mora, ciliegia e frutti rossi maturi, accompagnati da note speziate e da delicate sfumature di mandorla dolce. Al palato è caldo, morbido, armonico e di struttura equilibrata, con una longevità generalmente media, che cresce nelle versioni più ambiziose e sottoposte ad affinamento. Il vitigno è alla base delle denominazioni Monica di Sardegna e Cagliari Monica e contribuisce anche al Mandrolisai.