Il Moscatello di Saracena è un antico vitigno calabrese legato in modo particolare al territorio di Saracena, alle pendici del Pollino, in provincia di Cosenza. La tradizione locale ne ricondurrebbe l’arrivo all’epoca della presenza araba, mentre il vino ottenuto dalle sue uve era già noto nel Cinquecento anche negli ambienti della corte pontificia. La foglia è di dimensione media, generalmente trilobata o pentalobata, con lembo verde intenso; il grappolo, medio e piuttosto allungato, può presentarsi cilindrico o conico, spesso compatto. L’acino è medio-grande, sferoidale, con buccia spessa e pruinosa, di colore giallo-verde che tende all’ambrato durante la maturazione, e polpa morbida dal caratteristico sapore moscato. La coltivazione resta fortemente concentrata a Saracena, con presenze locali anche nella Locride, dove il vitigno può essere indicato con denominazioni tradizionali. La sua espressione più celebre è il Moscato di Saracena, passito ottenuto attraverso l’appassimento dei grappoli e la successiva unione degli acini disidratati a un mosto concentrato di Guarnaccia, Malvasia e altre uve del luogo. Nel calice si distingue per il colore ambrato dorato, il profumo intenso di fiori maturi, miele, fichi secchi, frutta esotica e agrumi canditi. È un vino dolce, pieno e persistente, sostenuto da freschezza e sapidità, capace di evolvere a lungo in bottiglia. La selezione manuale degli acini e la tradizionale cottura del mosto rappresentano una delle sue curiosità enologiche più distintive.