Il Moscatello Selvatico è un vitigno a bacca bianca della famiglia dei Moscati, storicamente radicato nella Puglia centro-settentrionale, soprattutto nel territorio di Barletta e nelle province di Bari e Foggia. La sua presenza è documentata almeno dal XVII secolo e nel 1809 viene citato tra le varietà coltivate in Terra di Bari; nella tradizione locale era destinato anche alla produzione di filtrati dolci. Gli studi genetici lo indicano come discendente del Moscato di Alessandria, o Zibibbo, e del Bombino bianco, confermandone il profondo legame con la storia viticola pugliese. La vite presenta vigoria media e foglia piccola o media, orbicolare, trilobata o pentalobata, con seno peziolare generalmente a lira o a U. Il grappolo è conico o cilindrico, spesso alato, con compattezza variabile; l’acino è sferico, medio, verde-giallastro, leggermente pruinoso, con buccia consistente e polpa dal caratteristico sapore muscatato. Il vino è di colore giallo paglierino, talvolta impreziosito da riflessi dorati, e offre profumi delicati di fiori bianchi, agrumi, frutta matura e leggere sfumature muschiate. Al palato è fresco, armonico e morbido, con trama leggera e persistenza aromatica. Si presta a vini giovani, filtrati dolci, basi spumante e interpretazioni liquorose, generalmente più espressive nella loro evoluzione precoce che nei lunghi affinamenti.