Il Moscato di Scanzo è un raro vitigno aromatico a bacca nera, considerato autoctono delle colline di Scanzorosciate, in provincia di Bergamo. Le sue origini sono legate a una tradizione antichissima, mentre la presenza della vite nel territorio è documentata almeno dal XIV secolo; la denominazione ha ottenuto il riconoscimento DOC nel 2002 e DOCG nel 2009. La foglia è media, pentagonale e pentalobata, con lembo sottile e seno peziolare aperto; il grappolo, medio, è conico o piramidale, allungato, alato e piuttosto spargolo. L’acino è medio, obovale, con buccia pruinosa di colore blu-nero, polpa consistente e un lieve sentore aromatico. La coltivazione è concentrata nelle zone collinari più soleggiate di Scanzorosciate, su terreni asciutti e marnosi, caratterizzati dal particolare substrato locale chiamato Sass de la Luna. Dalle uve appassite si ottiene un vino passito dolce, di colore rosso rubino intenso, talvolta tendente al cerasuolo e arricchito da riflessi granati. Il profilo aromatico è ampio e persistente, con note di rosa, frutti di bosco, ciliegia, spezie dolci e una tipica impronta muscatata. Al palato è strutturato, armonico e sostenuto da una piacevole freschezza e da tannini fini, con delicato retrogusto di mandorla. L’appassimento, seguito da un affinamento minimo di due anni, favorisce una notevole longevità e un’elegante evoluzione aromatica.