Il Moscato di Terracina è un vitigno autoctono del basso Lazio, di origine non ancora definita ma coltivato da molti secoli nel territorio di Terracina, dove è documentato tra le varietà locali già tra Ottocento e Novecento. La sua valorizzazione enologica è culminata nel riconoscimento della DOC nel 2007. È una varietà a duplice attitudine, tradizionalmente apprezzata anche come uva da tavola, conosciuta localmente con i sinonimi Moscatello e Moscatellone. La foglia è di media grandezza, generalmente pentalobata, con seno peziolare stretto e lembo piano, glabro e verde scuro. Il grappolo è grande, cilindro-conico, spesso alato e compatto; l’acino, medio-grande e tondeggiante, presenta buccia pruinosa giallo-dorata, più intensa nelle zone esposte al sole, polpa succosa e un caratteristico aroma muschiato. La coltivazione è concentrata soprattutto nei comuni di Terracina, Monte San Biagio e Sonnino, con presenze nel resto del Lazio. I vini hanno colore giallo paglierino con riflessi dorati, profumi intensi di fiori d’arancio, agrumi, frutta matura ed erbe aromatiche, sostenuti da buona freschezza, struttura equilibrata e tipica persistenza aromatica. Il vitigno si esprime in versioni secche, amabili, spumanti e passite: queste ultime si distinguono per tonalità dorate o ambrate e maggiore concentrazione, mentre le interpretazioni secche valorizzano slancio, sapidità e immediatezza.