La Negrara Veronese è un antico vitigno a bacca nera della tradizione viticola veronese, distinto dalla Negrara Trentina e storicamente noto anche come Negrara bastarda. Una prima descrizione ampelografica risale al 1823, quando fu menzionata dall’ampelografo Giuseppe Acerbi. La sua presenza è legata soprattutto alle colline della provincia di Verona, con particolare riferimento alla Valpolicella e alle aree limitrofe, dove rientra nel patrimonio delle varietà tradizionali venete.
La vite presenta buona vigoria e maturazione medio-tardiva. Il grappolo è generalmente medio o medio-grande, di forma piramidale, spesso alato e mediamente compatto. Gli acini sono rotondi, di dimensione media, con buccia spessa, intensamente pruinosа e di colore blu-nero. La foglia è media, tendenzialmente quasi intera o trilobata, con lembo di forma pentagonale e buona riconoscibilità varietale.
Vinificata in uvaggio, contribuisce a ottenere vini di colore rosso rubino intenso, talvolta arricchito da riflessi violacei, con profumi vinosi, di marasca e frutti rossi, accompagnati da sfumature speziate e da una piacevole nota vegetale. Al palato offre morbidezza, discreta struttura e sostegno cromatico, integrandosi con equilibrio nelle principali espressioni veronesi. La buona attitudine all’appassimento ne ha favorito l’impiego tradizionale anche nella produzione di vini più ricchi e longevi, dove la componente fruttata e speziata evolve con il tempo. Una curiosità ampelografica è la vicinanza genetica riscontrata con la rara varietà veneta Gruaja.