Il Nero d’Avola, noto anche con il sinonimo Calabrese, è il principale vitigno a bacca nera della Sicilia. La sua presenza sull’isola è documentata almeno dalla fine del Seicento, mentre il nome Calabrese non indica necessariamente un’origine calabrese, ma richiama l’antica fama dei vini provenienti da quella regione. Il grappolo è medio-grande, generalmente cilindrico, talvolta alato e di compattezza equilibrata; l’acino, di forma ovale o leggermente allungata, presenta buccia pruinosa, consistente e di colore nero intenso, con polpa succosa e succo incolore. La foglia è medio-grande, orbicolare, intera o trilobata, talvolta suddivisa in cinque lobi, con seno peziolare stretto.
La coltivazione interessa soprattutto la Sicilia centro-meridionale e orientale, dalle province di Agrigento, Caltanissetta e Palermo fino a Ragusa, Siracusa e Catania, con espressioni particolarmente riconoscibili nelle aree collinari e costiere dell’isola. Il vino presenta un colore rosso rubino intenso, spesso con riflessi violacei in gioventù, e profumi di ciliegia, prugna, mora e frutti di bosco, accompagnati da note speziate, balsamiche e di macchia mediterranea. Al palato è caldo, strutturato e armonico, sostenuto da buona freschezza e tannini maturi. Le versioni più ambiziose sviluppano con l’affinamento sfumature complesse e una positiva longevità. È inoltre una delle varietà protagoniste del Cerasuolo di Vittoria, insieme al Frappato.