La Nosiola è considerata il principale vitigno a bacca bianca autoctono del Trentino, legato da secoli alle colline della Valle dei Laghi, della Bassa Valle di Cembra e dell’area di Pressano e Sorni. Le sue origini sono antiche e strettamente connesse alla storia viticola della Rezia; il nome richiama probabilmente la nocciola, per l’aroma varietale e per le tonalità che l’acino può assumere a maturazione. La foglia è di grandezza media, generalmente trilobata, con margine dentato; il grappolo è medio, cilindrico-piramidale, spesso alato, con compattezza variabile. Gli acini, sferoidali e di dimensione media, hanno buccia pruinosa, sottile ma consistente, inizialmente verde-gialla e tendente al dorato con la piena maturazione. Diffusa soprattutto nei territori collinari trentini, esprime particolare personalità nei suoli morenici e fluvio-glaciali, ventilati dall’Ora del Garda. Il vino secco presenta colore giallo paglierino con riflessi verdognoli, profumi di fiori bianchi, mela verde, frutta fresca e delicati richiami di nocciola. Al palato è fresco, sapido, fragrante e di struttura equilibrata, con una piacevole sfumatura amarognola nel finale. Può essere apprezzato giovane, ma le migliori interpretazioni sviluppano complessità con l’affinamento. Dalle uve appassite sulle tradizionali arèle nasce il Vino Santo Trentino, passito longevo e tra le espressioni più identitarie dell’enologia alpina.