Il Pallagrello Bianco è un vitigno autoctono della Campania, originario dell’area collinare dell’alto Casertano e storicamente legato a Piedimonte Matese, dove era conosciuto anche come Piedimonte Bianco. Apprezzato alla corte di Ferdinando IV di Borbone, fu inserito nella celebre Vigna del Ventaglio presso la Reggia di Caserta, entrando nella collezione delle varietà più rappresentative del Regno. La foglia è di media o medio-grande dimensione, di forma cuneiforme o pentagonale, generalmente trilobata, con lembo poco bolloso e margini caratterizzati da denti regolari. Il grappolo è medio, cilindrico, provvisto di una o due ali e da compatto a semicompatto; gli acini sono piccoli, sferici, con buccia pruinosa di colore verde-giallo, spesso consistente. La coltivazione si concentra soprattutto nella provincia di Caserta, tra le colline caiatine, il territorio di Castel Campagnano, Caiazzo, Castel di Sasso, Pontelatone e l’area pedemontana del Matese. Il vino presenta un colore giallo paglierino, talvolta più intenso con l’evoluzione, e offre profumi di mela, pera, frutta tropicale, agrumi, fiori bianchi e sfumature mielate. Al palato è caldo, avvolgente, sapido e persistente, sostenuto da una struttura equilibrata. Le versioni più ricche, anche affinate in legno o sulle fecce fini, sviluppano complessità e buona longevità. Il nome richiama la caratteristica forma tondeggiante degli acini, simile a una piccola palla.