Il Pelaverga, nella sua espressione più identitaria come Pelaverga Piccolo o Pelaverga di Verduno, è un vitigno piemontese a bacca nera profondamente legato alle Langhe. Le prime testimonianze locali risalgono alla fine del Quattrocento, mentre la tradizione ne attribuisce la diffusione a Verduno, nel Settecento, al beato Sebastiano Valfrè. Studi ampelografici hanno evidenziato la sua autonomia rispetto al Pelaverga Grosso, coltivato soprattutto nel Saluzzese e noto anche come Cari nel Chierese. La foglia è medio-grande, lunga e pentalobata, spesso con lobi inferiori poco sviluppati; il grappolo, di dimensione media o medio-grande, è conico e tendenzialmente allungato, alato e poco compatto. Gli acini, medio-piccoli, sferoidali o ellissoidali, presentano buccia blu-violacea, spessa e pruinosa. La coltivazione è concentrata nei comuni di Verduno, Roddi e La Morra, dove il vitigno trova il proprio habitat storico. Matura tra la seconda metà di settembre e l’inizio di ottobre e dà origine a vini di colore rosso rubino luminoso, spesso con riflessi violacei, caratterizzati da profumi fragranti di piccoli frutti e da una marcata componente speziata, con richiami distintivi al pepe. Al palato offre freschezza, equilibrio, tannini gentili e struttura medio-leggera, sostenuta da una buona armonia. È generalmente vocato a un consumo giovane o a un breve-medio affinamento, capace di sviluppare maggiore complessità senza perdere la sua riconoscibile impronta aromatica.