Il Petit Rouge è un vitigno autoctono della Valle d’Aosta, storicamente associato alla famiglia degli Oriou e documentato negli scritti di Lorenzo Francesco Gatta pubblicati nel 1838. Il nome deriva dalla traduzione francese degli antichi termini dialettali Picciou rouzo e Oriou picciou, riferiti agli acini di piccole dimensioni. La foglia è media, trilobata o appena pentalobata, con superficie inferiore debolmente tomentosa; il grappolo, di grandezza media o medio-piccola, ha forma tronco-piramidale, una o due ali e compattezza generalmente media. Gli acini sono piccoli, rotondi e regolari, con buccia sottile, tenera e intensamente pruìnosa, di colore rosso-bluastro o violaceo; il succo è incolore o lievemente colorato. La coltivazione si concentra lungo la Dora Baltea, da Saint-Vincent fino ad Avise, su entrambe le sponde della valle, in vigneti collinari e di montagna. In purezza o in uvaggio con altre varietà locali, il Petit Rouge è protagonista di diverse espressioni della denominazione Valle d’Aosta, tra cui Torrette, Nus ed Enfer d’Arvier. Il vino presenta un colore rosso rubino brillante, talvolta tendente al granato, profumi vinosi e fruttati di piccoli frutti rossi, con possibili richiami alla rosa canina. Al palato è morbido, vellutato, abbastanza tannico e di buon corpo, generalmente vocato a un consumo giovanile, pur mostrando interessanti possibilità evolutive nelle versioni più ambiziose.