Il Petit Verdot è un vitigno a bacca nera di probabile origine bordolese, legato in particolare all’area del Médoc, dove è documentato almeno dal XVIII secolo. Tradizionalmente impiegato negli assemblaggi bordolesi, ha trovato una naturale vocazione anche in territori più caldi e luminosi, nei quali raggiunge una piena maturazione fenolica. In Italia è coltivato soprattutto in Toscana, Lazio, Puglia e Sicilia, oltre che in altre aree centro-settentrionali, dove viene utilizzato sia in purezza sia in uvaggio.
Dal punto di vista ampelografico presenta una foglia di dimensioni medie, pentagonale e generalmente pentalobata. Il grappolo è medio, compatto, di forma conica o piramidale, talvolta provvisto di una sola ala. Gli acini, piccoli o medio-piccoli e sferoidali, hanno buccia spessa, pruinosa e di colore blu-nero intenso.
Il vino si distingue per il colore profondo, rubino-violaceo, spesso impenetrabile, e per un profilo aromatico ricco di mora, mirtillo, prugna e violetta, accompagnati da richiami speziati di pepe, chiodi di garofano e liquirizia. Al palato offre struttura, acidità sostenuta, tannini fitti e lunga persistenza. Se ben maturato e affinato, sviluppa note più complesse di cacao, cuoio ed erbe aromatiche, con apprezzabile capacità di evoluzione. Nei blend apporta intensità cromatica, verticalità, complessità e una solida trama tannica.