Il Picolit è uno dei vitigni bianchi più rappresentativi del Friuli Venezia Giulia, legato soprattutto alle colline dei Colli Orientali del Friuli. Le sue origini non sono del tutto definite, ma la sua presenza è documentata da secoli e raggiunse grande notorietà nel Settecento grazie al conte Fabio Asquini, che ne valorizzò la produzione e la diffusione presso le corti europee. Nel Novecento il vitigno fu rilanciato dall’opera di Giacomo e Gaetano Perusini, protagonisti della sua riscoperta.
La pianta è vigorosa e caratterizzata da germogliamento precoce. La foglia, di media grandezza, è generalmente pentagonale e trilobata, con nervature basali dai riflessi rossastri e dentatura pronunciata. Il grappolo è piccolo, piramidale, spesso alato e molto spargolo; gli acini, minuti, ellissoidali e dalla buccia consistente, assumono a maturità una luminosa tonalità verde dorata. La particolare predisposizione alla colatura e all’acinellatura determina grappoli radi, favorendo una naturale concentrazione degli zuccheri durante l’appassimento.
Coltivato soprattutto nei territori collinari di Cividale, Prepotto, Buttrio, Corno di Rosazzo e nelle sottozone Cialla e Rosazzo, il Picolit dà vini dal colore giallo dorato, talvolta intenso, con profumi di fiori bianchi, miele, frutta matura, agrumi canditi e uva appassita. Al palato è dolce, avvolgente e vellutato, sostenuto da una piacevole freschezza e da una lunga persistenza. Le migliori espressioni possiedono notevole longevità e sviluppano nel tempo sfumature sempre più complesse e armoniose.