Il Pinot Bianco è un vitigno internazionale a bacca bianca originario della Borgogna, considerato una mutazione gemmaria del Pinot Nero, attraverso il Pinot Grigio. Conosciuto in Europa già dal XIV secolo, si è diffuso progressivamente nelle regioni germaniche e danubiane; in Italia è arrivato nell’Ottocento, trovando condizioni particolarmente favorevoli in Alto Adige e in Friuli-Venezia Giulia. È noto anche con il nome di Weissburgunder.
La foglia è di grandezza medio-piccola, tondeggiante, intera o leggermente trilobata, con lembo sottile e superficie poco bollosa. Il grappolo, piccolo o medio, è cilindrico o cilindrico-conico, generalmente compatto; gli acini sono piccoli, sferici, con buccia sottile e pruinosa, di colore verde-giallastro, e polpa succosa dal gusto neutro.
In Italia il vitigno è coltivato soprattutto in Alto Adige, Trentino, Friuli-Venezia Giulia, Veneto e Lombardia, dove interpreta sia vini fermi sia basi per spumanti, anche da Metodo Classico. Il vino presenta un colore giallo paglierino, talvolta con riflessi verdolini, e profumi discreti di mela, pera, fiori bianchi, agrumi, mandorla fresca e delicate sfumature minerali. Al palato è fresco, secco, equilibrato e di buona struttura; l’affinamento sui lieviti o in legno può accrescerne volume e complessità. Le versioni più ambiziose sviluppano una positiva longevità, evolvendo verso note di frutta matura, pane e miele.