Il Pugnitello è un antico vitigno toscano a bacca nera, dalla storia in parte avvolta nel mistero: la sua origine precisa non è documentata, ma un esemplare fu individuato nel 1981 a Poggi del Sasso, nei pressi di Cinigiano, in provincia di Grosseto. Recuperato e studiato nell’ambito dei progetti di conservazione del patrimonio viticolo toscano avviati negli anni Ottanta, è stato iscritto nel Registro nazionale delle varietà di vite nel 2002. Il nome richiama la particolare forma del grappolo, piccolo, corto, piramidale e mediamente compatto, simile a un pugno chiuso. La foglia è media, pentagonale e quinquelobata; l’acino, rotondo e uniforme, presenta buccia spessa, coriacea, blu-nera e molto pruinosa. La coltivazione interessa soprattutto la Toscana meridionale, con presenze nella Maremma grossetana e nelle colline senesi, compresa l’area del Chianti. Il vino esprime un colore rubino molto intenso, ravvivato da tonalità violacee, e un profilo aromatico ampio, caratterizzato da ciliegia matura, prugna, piccoli frutti scuri, note erbacee, speziate e talvolta officinali. Al palato è pieno, strutturato e sostenuto da buona acidità e tannini fini, abbondanti e progressivamente più morbidi con l’affinamento. Le migliori interpretazioni mostrano una significativa capacità evolutiva e una persistenza duratura. Curiosamente, l’analisi del DNA ha confermato la sua identità distinta dal siciliano Pignatello, mentre alcune affinità morfologiche lo avvicinano al Montepulciano.