Il Raboso del Piave è un antico vitigno autoctono del Veneto orientale, storicamente radicato nelle campagne attraversate dal fiume Piave. La sua presenza è documentata almeno dal Seicento: nel 1679 l’agronomo Giacomo Agostinetti lo descriveva già come un’uva dalla “natura forte”. Il nome potrebbe derivare dal torrente Raboso, nei pressi di Conegliano, oppure dalla spiccata acidità del vino, capace di esprimere un carattere deciso. La foglia è di media grandezza, orbicolare o pentagonale, generalmente tri- o pentalobata, con lembo leggermente bolloso; in autunno può assumere intense tonalità rossastre. Il grappolo è medio, cilindrico-piramidale, compatto e spesso provvisto di una o due ali. Gli acini, sferoidali e di dimensione media, presentano una buccia spessa, coriacea e ricca di pruina, di colore blu-nero, mentre la polpa è succosa e caratterizzata da una marcata freschezza acidula. La coltivazione interessa soprattutto le province di Treviso e Venezia, lungo il corso del Piave, con presenze significative anche nell’area padovana di Bagnoli, dove è conosciuto come Friularo. Il vino ha colore rosso rubino intenso, talvolta con riflessi violacei o granati, profumi di marasca, mora, viola e spezie, e una struttura importante, sostenuta da acidità e tannini. Lunga evoluzione e capacità di conservazione gli valsero l’antico appellativo di “vin da viajo”.