Il Rossese Bianco è un vitigno a bacca bianca dalla storia antica e articolata, legata soprattutto alla Liguria e, in particolare, alle Cinque Terre, dove è ricordato nelle descrizioni ottocentesche di Giorgio Gallesio. Tra la fine del XIX secolo e l’inizio del Novecento raggiunse le Langhe, trovando una propria espressione nei territori collinari dell’Alta Langa e venendo progressivamente recuperato in vecchi vigneti piemontesi. Oggi la sua coltivazione è associata soprattutto ai comuni di Sinio e Roddino, mentre il nome Rossese Bianco identifica anche popolazioni liguri storicamente distinte.
La foglia è di dimensioni medie, con forma da cuneiforme a pentagonale e lembo generalmente pentalobato o eptalobato. Il grappolo è grande, largo e conico, spesso provvisto di una, due o tre ali, mediamente compatto; gli acini sono piccoli, sferoidali, con buccia spessa, verde-gialla e molto pruinosa. La maturazione si colloca tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre.
Il vino presenta colore giallo paglierino, talvolta con riflessi verdognoli, profumi nitidi di mela verde e agrumi, accompagnati da sfumature floreali e minerali. Al palato è fresco, vivace, armonico e di buona struttura, con persistenza gustativa e una interessante capacità evolutiva. Una curiosità risiede nel nome: a piena maturazione, la buccia può assumere delicate sfumature ambrate o rosate.