Il Sagrantino è un vitigno a bacca nera simbolo dell’Umbria, intimamente legato alle colline di Montefalco. La sua origine rimane incerta, mentre la più antica testimonianza della coltivazione locale risale al 1549; il nome è tradizionalmente associato all’antico uso del vino passito durante le festività religiose. La versione secca si affermò nel Novecento e il Montefalco Sagrantino ottenne la DOC nel 1979 e la DOCG nel 1992.
La pianta presenta vigoria medio-elevata, portamento assurgente e maturazione tardiva. La foglia è media, orbicolare e generalmente trilobata, con lembo leggermente ondulato e pagina superiore lanuginosa. Il grappolo, piccolo e compatto, è di forma tronco-conica o cilindrica, spesso provvisto di un’ala; l’acino è medio-piccolo, sferoidale, con buccia spessa, pruinosa e di colore blu-nero, particolarmente ricca di antociani e polifenoli.
La coltivazione è concentrata nell’area collinare della provincia di Perugia, soprattutto nei comuni di Montefalco, Bevagna, Castel Ritaldi, Giano dell’Umbria e Gualdo Cattaneo. Il vino offre un colore rosso rubino intenso, tendente al granato con l’evoluzione, profumi di frutti neri maturi, spezie e sfumature balsamiche. Al palato è ampio, vigoroso e persistente, sostenuto da acidità, estratto e tannini importanti, elementi che ne favoriscono una lunga longevità. Dalle stesse uve nasce anche il tradizionale passito, ottenuto dopo appassimento naturale dei grappoli.